Pensiero

Lo specchio e il suo doppio
Lo specchio, oggetto che marca i confini tra immaginario e simbolico, diventa, incorniciato di specchi, riflesso non solo di immagini altre ma anche di se stesso. Pulviscolo di bagliori che moltiplicano e frammentano la sua nitida superficie. Pensati, disegnati e manufatti da Davide Medri, designer, mosaicista, giovane artista di strada, di quelle strade di romagna dove una intuizione può trasformarsi in una realtà pur sempre onirica e riflettere le sue molteplici sfacettature, proprio come si conviene a questi oggetti spontanei, figli geniali, divenuti affascinanti presenze. Quadrati, tondi, rettangolari, da parete, a grandezza umana o piccoli pregiati castoni, sono specchi per specchiarsi, riflettere luce e accendere imprevedibili bagliori nella penombra delle stanze. Specchi vestiti in abito da sera, vanesi e narcisi che rimandano se stessi e specchi che…rinascono, ecologici, perchè incorniciati di frammenti di specchio recuperato, materiale a perdere che trova nuova vita grazie al soffio creativo del progetto dell’autore. Tessere di specchio che offrono bagliori che paiono rubati alle stelle, destinati a ritornare sabbia, risorgono qui per incorniciare altri specchi, per offrire inediti riflessi e dare una nuova intrigante doppiezza.

Milano, settembre 1997
Cristina Morozzi

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Come il maestro nell’impeto a un foglio
qualunque affida la linea perfetta:
così talvolta lo specchio raccoglie
l’unico riso di giovinetta. (…)

da “Soneti di Orfeo” Rainer Maria Rilke
Giulio Einaudi Editore

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Un catalogo di specchi. Gli specchi di Davide. Ma quelli si possono definire specchi? Gli specchi quelli normali sono un’altra cosa. Hanno cornici dorate intagliate a volte floreali. Questi la cornice ce l’hanno in specchio anche quella. E riflette non solo la lastra ma la cornice stessa. E Davide ti sembra una persona normale? Intanto fosse solo per l’altezza. Poi passa le notti in discoteca a ballare, sulla spiaggia da Aprile a Ottobre, a volte anche fino a Novembre. Al telefono invece di dirti ciao ti chiede cosa fai stasera vai a ballare? Si mette addosso quello che capita e ha sempre qualche cerotto sulle mani. Certo come se non lo sapessi, taglia specchi tutto il giorno. Di giorno lavora. Un catalogo per gli specchi di Davide Medri. Se ne parlava a ruota libera con Sergio. Come lo facciamo? Un catalogo on the road.
Non vorrai che li fotografiamo (gli specchi) nei salotti pranzi anticamere bagni e antibagni cabine armadio negozi alberghi del mondo? Facciamolo per strada, dove capita, dove abita Davide, in Romagna. Troviamo un bel muro e zac, ci attacchiamo lo specchio, si scatta e via, da un’altra parte. Ci muoviamo in due o tre macchine, cariche di specchi, chiodi, martelli e dove ci piace scattiamo. E poi la spiaggia i ruderi i muri scrostati. In bianco e nero. Gli specchi non sono mica colorati. Il fotografo? Ezio Manciucca, è bravo, simpatico, bello che non guasta mai, non se la tira e si adatta. Viene con Francesca. E’ incinta? Ma non ci arrampichiamo per dirupi o attraversiamo il deserto. Stiamo via tre giorni, si fa tuto in tre giorni. A mezzogiorno piadine e la sera si va a cena tutti insieme. Poi facciamo le foto di back-stage con Viviella e magari alla presentazione del catalogo ci facciamo una mostra in Dilmos. Ne parliamo anche con Lella … Questo è il prodoto di quella chiaccherata.

Bruno Rainaldi

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Quando al mattino da sola si ammira
o nel chiarore del lume sommesso…
Cadrà più tardi nel puro respiro
dei veri volti solo un riflesso.

da “Soneti di Orfeo” Rainer Maria Rilke
Giulio Einaudi Editore

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Sono fatti tutti a mano. Anche le tesserine di specchio. Tagliate una a una e posizionate singolarmente e tutto questo avviene in un laboratorio luminoso, con ampie vetrate che affacciano su una di quelle strade provinciali che tagliano in due metà i paesi che attraversano. Da lì passano in auto, a piedi, in bicicletta gli abitanti di quei luoghi, la Romagna. Salutano Davide e i suoi collaboratori con un cenno dall’altra parte delle vetrine. Qualcuno entra per un caffè. Non è una favola. Non è impossibile produrre senza vergogna alla luce del sole. Non è impossibile che in un ambiente di lavoro ci sia spazio per una risata, una visita di un amico, un pò di musica. Professionalità, competenza, manualità e passione non risentono di un pò di allegria. Chi ci guadagna sono il cuore, la forza espressiva, la vellezza. E di bellezza si parla davanti al lavoro di DAVIDEMEDRI, riflessa e senza confini. Chi si porta a casa un suo pezzo non porta a casa solo un bel pezzo, ma un progetto di vita coerente pieno di rispetto e armonia.

Milano 05/2009
Bruno Rainaldi

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(…) Che bellezza se potessimo entrare nella Casa dello Specchio! Son certa che ci sono tante belle cose. Fingiamo di poterci entrare, Frufrù, fingiamo che lo specchio sia morbido come un velo, e che si possa attraversare?

Lewis Carrol
Attraverso lo specchio

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Riflessi, riverberi, bagliori. Trasparenze, opacità, ombre.
Le opere di Davide Medri generano una concatenazione potenzialmente infinita di avvenimenti luminosi. Molto più che semplici oggetti di uso quotidiano, esse sono vibranti metafore dell’energia vitale che contraddistingue questo artista.
Caleidoscopi concepiti per reagire ad ogni variazione della luce, gli specchi di Davide irradiano l’ambiente circostante, scolpendolo. Avvolgente, caldo, intimista, lo spazio trasfigurato sembra raccontarci di un tempo altro, fatto di prodigi e sogni, sospeso tra realtà e immaginario.
Una breccia si apre allora per lasciar intravedere un frammento del mondo pensato che risiede oltre lo specchio. Non abbiamo più bisogno di attraversarlo, come fa Alice, il paese delle meraviglie è qui, ad investire il nostro quotidiano per rivelarci il mistero e la magia nascosti in un bagliore.

Parigi 06/2009
Sabrina Piscaglia